numero 4 | 23 dicembre 2020 |
Chiara Corbella è stata una laica e madre di famiglia italiana, proclamata Serva di Dio nel 2018, che ha sacrificato la sua vita per salvare suo figlio.
Nasce il 9 gennaio 1984 a Roma, da una famiglia cattolica. Nel 2008, a ventiquattro anni, si sposa ad Assisi con Enrico Petrillo e si trova ben presto a vivere situazioni impreviste e difficili, come la morte di due figli di seguito poco dopo la loro nascita.
Pur sapendo che non avrebbero avuto lunghe aspettative di vita, Chiara non abortisce avendo fiducia in Dio. In seguito, la coppia prova ad avere un terzo figlio, che chiameranno Francesco. Questa volta il figlio è sano, ma durante la gravidanza, alla madre viene diagnosticato un tumore alla lingua. Per combatterlo, dovrebbe sottoporsi a terapie che comporterebbero la morte del figlio, ma preferisce non sottoporsi ad alcuna cura per amore di Francesco.
Il 30 maggio 2011 finalmente nasce il tanto atteso Francesco, completamente sano. Ora Chiara può cominciare a combattere il tumore con la chemioterapia e la radioterapia; sfortunatamente il tumore si è già diffuso in tutto l’organismo, e le possibilità di debellarlo sono sempre meno, infatti Chiara muore il 13 giugno 2012.
La storia di Chiara insegna ai ragazzi dell’ACR due principi fondamentali: la speranza insieme alla fede in Dio, e il dare la vita a servizio degli altri. Con la prima abbiamo modo di affidarci al Signore e vivere la vita con la sicurezza che ci sia qualcuno che non ci abbandona mai, e che in modi diversi ci sostiene sempre. La seconda ci insegna ad essere sempre disponibili ad aiutare gli altri, soprattutto chi è in difficoltà, come quando in parrocchia andiamo alla Casa della Carità ad aiutare le suore e stare in compagnia degli ospiti, o ad esempio quando a scuola ci troviamo ad aiutare un compagno meno capace o più in difficoltà.
Elisabetta: “Mi ha colpito molto il coraggio che ha avuto nel prendere le decisioni che avrebbero determinato il suo futuro e quello della sua famiglia, e come lei si sia sempre fatta guidare da Dio in tutte le scelte, anche se spesso deve essere stato molto difficile capire cosa fosse meglio. Questo ci può insegnare che anche nelle scelte più difficili e “nel buio più totale” possiamo trovare consiglio affidandoci a Lui”.
Emanuele: “Sono rimasto impressionato dalla fiducia che Chiara ha sempre dato a Dio.
Nonostante la morte di due figli e la scoperta del tumore, Chiara non ha mai perso la convinzione che vicino a lei ci fosse sempre stato Dio. Questo mi insegna che, anche quando mi sembra di essere abbandonato da tutti, ho la sicurezza che Lui è sempre al mio fianco”.
Francesco: “La storia di Chiara mi ha affascinato molto. Il fatto che lei dicesse che per ascoltare Dio bisogna accettare di non capire, essere disposti a soffrire e a rinunciare al male scegliendo il bene, mi ha fatto capire che la sua conoscenza di Dio e la verità delle sue affermazioni su di Lui sono stati degli aiuti per guidarla nel suo difficile cammino”.
Laura: “Quella di Chiara Corbella è una straordinaria testimonianza di amore per la vita e per gli altri. Chiara è sempre rimasta aperta ad accogliere la vita nonostante le difficili prove che l’hanno colpita e non ha esitato ad anteporre il bene di suo figlio al proprio. Il “dare la vita per gli altri” per Chiara non è solo una espressione di principio, ma l’esistenza stessa del suo vivere.
Chiara mi insegna a non dimenticare che la realizzazione personale passa per ricercare il bene altrui”.
Giovanni: “Secondo me Chiara è riuscita ad essere una persona comune, nella norma, una brava cristiana come molti altri, che però è riuscita ad affrontare la malattia e la morte con immenso coraggio per far sì che una nuova vita, quella di suo figlio, potesse venire alla luce, dimostrando anche di avere una smisurata fede nel Signore”.
Elisabetta, Francesco, Giovanni, Laura, Emanuele