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numero 29 dicembre 2020

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Come già annunciato: i ragazzi dell’ACR si mettono in campo come giornalisti per regalarci le loro riflessioni su quello che dona loro gioia in questo periodo e quanto di bello c’è intorno a noi. Il primo gruppo è formato da ragazzi di Aiola di prima superiore che hanno lasciato l’ACR per iniziare il cammino nei giovanissimi: l’esperienza vissuta in ACR è fonte di gioia!



ACR per noi...

Gioia, preghiera, divertimento, compagnia, condivisione… insomma una famiglia

Chi siamo

Siamo 5 ragazzi della parrocchia di Aiola - Laura, Rachele, Annachiara, Emma, Francesco - e in queste poche righe vorremo spiegarvi cos’è stata per noi l’ACR.

Il nostro cammino

Il nostro cammino è iniziato nel 2017 con il campeggio a Caderzone (TR), dove abbiamo conosciuto tutti gli educatori che ci hanno accompagnato in questi bellissimi e indimenticabili quattro anni; e si è concluso nel 2020 con il pellegrinaggio ad Assisi, un’esperienza che ci ha segnato il cuore e l’anima. Ogni campeggio si suddivideva in diversi momenti, ognuno dei quali ci ha insegnato qualcosa, dal saper condividere con gli altri i propri beni al saper riconoscere Gesù nella nostra vita quotidiana.

L’ACR, però, non è fatta solo di campeggi, ma anche di ritiri e feste. I ritiri che noi abbiamo fatto sono quelli di inizio Avvento e Quaresima, nei quali affrontavamo contenuti inerenti al tema dell’anno. Invece un esempio di festa è quella della Compagnia, dove si trattavano argomenti attraverso giochi in giro per le città della diocesi.

Un'esperienza straordinaria

Ma volete sapere una cosa? A metà settembre del 2019 ci è arrivata una notizia fantastica… eravamo stati scelti per rappresentare la Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla al 50° anniversario di fondazione dell’Azione Cattolica Ragazzi “Light Up. Ragazzi in Sinodo”, a Roma. Nel corso dei tre giorni abbiamo avuto la magnifica opportunità di incontrare e vedere il nostro mitico Papa Francesco, attori, cantanti, pallavolisti e la responsabile nazionale dell’ACR! Anche questa è un’esperienza indelebile che occupa e occuperà sempre una parte del nostro cuore.

Cosa rimane

Tornando alla domanda principale: cos’è stata

veramente per noi l’ACR? Beh, cosa dire… è stato sicuramente un percorso di crescita, personale e spirituale, che non dimenticheremo mai grazie alle persone che abbiamo conosciuto e incontrato che ci hanno fatto conoscere una parte di loro, che custodiremo nella nostra vita.

Grazie!

Laura, Rachele, Francesco, Emma, Annachiara
Villa Aiola




ACR tanti ricordi

L’ACR che cos'è

Che cos’è l’ACR per me? Questa, per me, è una domanda abbastanza facile, devo solo capire da dove cominciare la mia risposta. Sono passati tre anni da quando ho iniziato quest’avventura, con un cappello bianco in testa che portava la scritta “Sardegna”. Sono arrivato in piazzale Europa senza conoscere assolutamente nessuno; gli altri si conoscevano perché erano insieme al gruppo della loro parrocchia, io invece ero l’unico della mia, Regina Pacis. Mi aspettavano sette giorni in campeggio e non avevo la più pallida idea di cosa sarebbe successo. Presto, però, imparai ad avere fiducia nell’ACR: presi in mano la bandiera, chiusi la valigia con il codice e cominciai una camminata che mi avrebbe cambiato la vita. A Moena (TN) ho conosciuto delle persone che non dimenticherò mai, ragazzi ed educatori. Dopo l’ultima notte in camera a mangiare e parlare tra di noi, decisi che non avrei mai lasciato l’ACR.

Luoghi Bellissimi vissuti insieme

L’ACR mi ha fatto conoscere alcuni dei posti più belli in questo paese, tra i quali Bardolino, per esempio, un magnifico paesino sul Lago di Garda. Mi ricordo ogni cosa da quell’esperienza, dalle stanze dove dormivamo ai campi da gioco. In seguito, siamo andati anche a Padova, dove però sono dovuto tornare a casa la mattina del secondo giorno.

Ho passato momenti che sarà difficile dimenticare. A settembre dell’anno scorso ho scoperto che Papa Francesco aveva chiamato a Roma alcuni ragazzi da ogni diocesi d’Italia, e che io ero stato scelto per la nostra Diocesi! Allora io e i ragazzi di Villa Aiola siamo andati a Roma, o meglio, nella Città del Vaticano, a conoscere il Papa insieme ad altri 1.200 acierrini provenienti da tutta Italia.

Infine, quest’anno, nonostante il Covid-19, siamo andati ad Assisi, a conoscere san Francesco. Questa è stata la mia ultima esperienza all’ACR, perché da ora in poi noi dell’ultimo anno faremo parte dell’ACG,

ma non dimenticherò mai gli insegnamenti che l’ACR mi ha dato.

Quindi, grazie mille, ACR, e continua a camminare.

Paolo Borghi
Regina Pacis


Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla - Atto normativo

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